Primo premio UAU Poesia 2008
Quei ciclamini bianchi di novembre
Eccoli qui madre
i ciclamini bianchi di novembre
quelli del nostro arrivo,
uguali e tremuli.
Poggiano insieme
attaccati alla finestra
e il tempo non vola
tra i tuoi passi in quell’ azzurro
lieve,
nel cassetto dove hai lasciato
le tue risposte alla vita.
Col dito gli altri
indicavano casa mia,
l’Ilaria piccola e segreta
si tuffava tra Van Ghog
e i girasoli.
Ora madre il tuo maglione
l’ho sistemato attaccato ai miei,
come quei ciclamini bianchi di novembre
che il vento non piega.
Il favagello l’ho visto una sola volta
Il favagello l’ho visto una sola volta,
in quell’ora che separa
il mio abbraccio dall’attesa
quando l’ape si ubriaca di giallo
e gira a vuoto.
In quello specchiarsi di sensi
rifiuto tutto ciò che non mi appartiene,
conto i passi,
gli attimi di un momento negato:
la foto sotto i torricini
che il tempo
non ha lasciato fare.
Fuori dalla conca c’è un muro alto
Fuori dalla conca c’è un muro alto
che non puoi raggiungere con lo sforzo solo
della tua bocca,
e non basta la tua veste a colorarsi nell’azzurro,
altro ci vuole:
i passi che sai riconoscere,
tu che sparisci dalla porta
per attendermi non so
in quale letto d’amore.


