Urbino è l’erede della città romana di Urvinum Mataurense, sorta nel III secolo a.C. sulla sommità della collina del «poggio», già luogo di insediamento almeno dalla fine dell’età del Ferro (VI-V secolo a.C.).
L’importante centro dominava la gola del Furlo e la via consolare Flaminia, che costituiva l’asse stradale di fondamentale importanza per i collegamenti tra Roma e l’Italia settentrionale e poi con l’Europa nord-occidentale. Per la sua ubicazione strategica Urbino in età medievale divenne la capitale di un vasto territorio.
Il Ducato fu ulteriormente potenziato da Federico da Montefeltro (1422 - 1482), che determinò anche la monumentalizzazione del centro, realizzando “una città in forma di palazzo” (come scriveva nel 1528 Baldesar Castiglione nel “Cortegiano”). Questa opera rende Urbino la città sicuramente più conosciuta delle Marche e nell’Italia centrale; essa è stata anche riconosciuta dall’Unesco come bene culturale di valenza mondiale, patrimonio dell’umanità.
Agli inizi del ‘400 ci fu un primo e vivace movimento artistico con i fratelli Jacopo e Lorenzo Salimbeni di San Severino, mentre più tardi giunsero Maso di Bartolomeo e Luca della Robbia.
Alla corte di Federico sono state poi chiamate schiere d’artisti e uomini d’ingegno, tra i quali: Luciano Laurana, Piero Della Francesca, Leon Battista Alberti, Francesco Di Giorgio Martini, Paolo Uccello, Melozzo da Forlì. In questo clima culturale si formarono grandi personaggi come: Raffaello Sanzio (1483 - 1520); l’architetto Donato Bramante (1444 - 1514); l’artista e architetto Girolamo Genga (1476 circa - 1551); il pittore Federico Barocci (1534 - 1612); lo scultore Federico Brandani (1525 - 1575); il maiolicaro Timoteo Viti (1469/70 1523); il ceramista Nicola da Urbino (morto nel 1538); il matematico Federico Comandino (1506 -1575).
Tra Seicento e Ottocento Urbino fu la capitale della Legazione Pontificia e fu oggetto di interventi edilizi e di riassetto urbanistico per volontà di illustri esponenti della nobile famiglia Albani.
Specie Clemente XI, papa tra il 1700 e il 1721, ha aumentato il decoro della sua città d’origine, facendo restaurare monumenti e favorendo l’arredo urbano, unitamente ai nipoti, Cardinali Annibale e Alessandro Albani; da Roma furono anche inviati un obelisco egizio, due colonne del Pantheon, statue e pezzi archeologici.
Il Duca Guidubaldo da Montefeltro istituì il “Collegio dei Dottori”, che ha avuto continuità per cinque secoli, fino alla moderna Università.
La storia della Città è legata a quella dell’Università, potenziata nel periodo Napoleonico, poi sotto l’amministrazione pontificia e dopo l’unità d’Italia fino ai nostri giorni, specie con Carlo Bo, Magnifico Rettore per oltre cinquanta anni.


